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I SALDI: UNA DIPENDENZA POSITIVA?

Writer: Irina Ricciardi
Irina Ricciardi
Jul 23, 2021
4 min read

È il periodo dei saldi ! Evviva ! … per molti di noi questo significa un piacevole aumento del nostro livello di dopamina:

la gioia di riuscire a portare a casa nuove, fresche, “prede”, catturate ad un appagante rapporto qualità/prezzo, da affiancare o da sostituire ad altri capi del nostro guardaroba, un tempo allettanti, ora caduti in disgrazia.


La verità è che pochi di noi possono resistere a una svendita. E gli studi di neuroscienza rivelano una notizia ancora più interessante: che diventiamo persino dipendenti dalle svendite: alla fine, se abbiamo davvero bisogno di un nuovo paio di scarpe o meno diventa secondario, la prima cosa nella nostra mente sarà assicurarsi il prezzo più basso possibile.


Ma qual’è il meccanismo dietro questo fenomeno?

Martin Lindstrom, specialista internazionale in neuromarketing spiega:

“Gli enormi ribassi, o anche solo l'anticipazione delle svendite, innescano un impulso primordiale nel cervello del consumatore. La prospettiva di un affare attiva il nostro secolare istinto di accaparramento”.

Quindi, in fondo, è (di nuovo!) tutto incentrato sul nostro istinto di auto conservazione...

Ci sentiamo più sicuri e soddisfatti quando concludiamo un buon affare per noi stessi, e questo diventa più importante dell'oggetto stesso; dobbiamo per forza averlo, perché chissà cosa potrebbe portarci il futuro??

“Forse domani ne avrò davvero bisogno e mi pentirò di non aver colto questa opportunità. Forse dopodomani non potrò più permettermelo. Forse. Forse". (Questo è solo il tuo cervello cosciente che cerca di assecondare il tuo subconscio, che ha già deciso di acquistare).

Metterci sopra l'etichetta “mio” ti farà sentire più rassicurato, quindi più felice (almeno a breve termine).

La domanda è: ma la nostra debolezza davanti lo charm degli sconti è negativa o forse anche positiva?


Ebbene, a breve termine potremmo finire per spendere di più: “quelle magliette erano carine, e il markdown era così conveniente, che ne ho comprate cinque, anche se ero andato a comprare qualcos’altro”.


Ma gli scienziati dicono che a lungo termine la situazione può capovolgersi:

le svendite una scorciatoia neurale (chiamato marker somatico) nella nostra mente che alla fine ci porterà un beneficio finanziario complessivo. Come mai?

é perché dopo un paio di sessioni di shopping nel periodo delle svendite, la prossima volta che vedremo a prezzo pieno un articolo del nostro brand preferito, ci penseremo due volte prima di acquistarlo, perché il nostro cervello si aspetterà il prezzo più basso.

“Occorrono sette anni perché un marchio recuperi il suo valore nella mente dei consumatori una volta che è stato scontato” afferma ML.


E il mercato risponde: saldi di mezza stagione, saldi anticipati…. non si rendono conto (o forse lo fanno ma ormai è troppo tardi) che in questo modo condizionano il nostro cervello ad abituarsi a prezzi più bassi:

  • 8 volte su 10 ci chiederemo: “perché dovrei comprarlo ora a prezzo pieno, sapendo che dopo un po' lo posso comprare al 50%?”

  • 1 volta su 10 lo compreremo comunque a prezzo pieno; e poi ci sentiremo frustrati quando, tra un mese circa, lo vedremo sugli scaffali, scontato del 70% (una sensazione che, indovinate un po'?...contribuirà ad aumentare la dipendenza dallo sconto confermandone la rilevanza);

  • solo 1 volta su 10 saremo soddisfatti di acquistarlo a prezzo pieno. Ma, poiché di solito si tratta di un articolo di cui abbiamo bisogno per un'occasione speciale o rappresenta un'edizione limitata, la giustificazione logica per quell'eccezione una tantum ci aiuterà non cambiando l'aspettativa generale del nostro cervello per gli sconti.

E ti do un’altra notizia dal campo del neuro-marketing (di cui, si, hai capito bene, sono un’appassionata):

Lo sapevi che

Più scelta abbiamo, meno soldi spendiamo?



Pensa all'ultima volta che hai cercato un articolo online e ne hai trovati venti, ognuno con una lunga lista di caratteristiche da valutare. Che cosa hai fatto? Scommetto che hai lasciato aperta la finestra sullo schermo del portatile per confrontare gli articoli in un momento futuro, ma sei passato a un'altra azione più semplice o ... un acquisto più facile, dove il processo di scelta è durato meno. Ho ragione?

Sì, è un paradosso, ma se ci pensi vedrai che è logico: troppe offerte sul mercato riducono la probabilità di portare a termine gli acquisti.


Di conseguenza, oggi il mercato è dell’acquirente, decidiamo noi.

E molti di noi possono e lo faranno: aspetteranno il prezzo più basso (che il nostro cervello ormai percepisce come “giusto”).


E ammettiamolo, che fretta c'è? Esprimere uno status sociale? Essendo i primi a indossare gli articoli più nuovi sul mercato?

Ebbene, c'è una percentuale sempre più bassa di persone che lo fanno nella società attuale: dimostrare di essere più responsabili e con abitudini sostenibili è diventato più “cool” che mostrare loghi di lusso "freschi di vernice". Less is More diventa un diktat anche in termini di acquisto di vestiti: da una parte meno capi e più qualità, dall’altra pagare meno per più soddisfazione.


Ma attenzione, “meno” non significa “nessuno”! L'acquirente "pioniere" (Early Adopter) esisterà sempre e gli altri potranno solo ringraziarlo: per aver promosso le nuove collezioni o semplicemente per aver fatto “muovere l’economia”.


Comunque, la conclusione spetta a te. Questa non è un'Ode alla Svendita e l'obiettivo non è quello di indicarti un certo comportamento. È un invito all'introspezione: che tipo di acquirente sei e per quali motivi? Sei una Sales Addicted o una Early Adopter?

(puoi rispondere nei commenti se lo desideri).


Indipendentemente dalla tua conclusione (SA o EA), in qualità di Consulente d'Immagine, posso consigliarti di:

  • praticare lo shopping intelligente - sì, puoi cercare le occasioni (SA) o il brivido del nuovo (EA), ma con un elenco di capi in tasca, scritto in seguito ad un'analisi del guardaroba, quando hai deciso di che cosa hai bisogno per renderlo più efficiente e aggiornato nello stile;

  • mantenere la vigilanza sulla questione della qualità - non è la percentuale di sconto (SA) o il nome del marchio (EA) che è importante, ma il rapporto qualità/prezzo;

  • ricordare la regola “1 in, 1 out” - un guardaroba equilibrato ed efficiente è quando per ogni capo che entra, uno esce;

  • evita “gli acquisti d’impulso” - pensaci due volte, anche quando lo sconto è così vertiginoso (SA) o la novita è così clamorosa (EA) da farti venire le farfalle nello stomaco :-)

  • non scendere mai a compromessi sulle taglie - è più importante che i vestiti ti stiano bene piuttosto che la loro bellezza intrinseca - non rischiare la tua immagine complessiva per l'affare (SA) o per la fama del brand (EA).

Detto questo,

Ti auguro Svendite Vertiginose (SA) o Novità Strepitose (EA), mia Smart Lady !


 
 
 
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